Denti del giudizio: tutto quello che c’è da sapere
I denti del giudizio, noti anche come terzi molari, sono da sempre oggetto di curiosità, fastidi… e spesso anche di estrazioni! Si tratta dei quattro ultimi molari, situati in fondo alle arcate dentali, due sopra e due sotto. Solitamente spuntano tra i 16 e i 30 anni, da qui il nome “denti del giudizio”, che fa riferimento al periodo in cui si presume si acquisisca una certa maturità.
Sapevi che circa il 35% della popolazione non sviluppa uno o più di questi denti?
Si tratta di una variazione genetica naturale, questo perché in passato, la dieta umana era molto più dura e abrasiva, fatta di carne cruda, radici e semi ed era molto utile avere dei molari in più per triturare cibi più resistenti. Grazie all’evoluzione e il passaggio a una dieta più morbida (cottura dei cibi e alla lavorazione degli alimenti), la mandibola si è ristretta, ma i denti del giudizio sono rimasti nel nostro codice genetico. In certi casi sono presenti ma rimangono inclusi (cioè sotto la gengiva), mentre in altri mancano completamente, come se la natura stesse facendo una selezione evolutiva.
Quando iniziano i problemi?
Fosse tutto semplice, i denti del giudizio spunterebbero senza fare storie e resterebbero lì, in fondo alla bocca, tranquilli. Invece, in molti casi… iniziano i guai.
Il problema principale è lo spazio: spesso non ce n’è abbastanza. E allora il dente del giudizio spinge, si incastra, cresce storto o rimane intrappolato sotto la gengiva. Questo può causare dolori, infiammazioni o addirittura spostare gli altri denti.
Alcune delle situazioni più comuni sono:
- Il dente che resta a metà strada: spunta solo in parte e lascia una “tasca” difficile da pulire. Perfetta per batteri e infezioni (si chiama pericoronite, ma possiamo anche chiamarla “una gran seccatura”).
- Il dente che cresce inclinato: e va a premere sul molare accanto. Spesso non ce ne accorgiamo subito, ma a lungo andare può creare problemi anche seri.
- L’affollamento dentale: soprattutto se si è già fatto un trattamento ortodontico (tipo l’apparecchio): i denti del giudizio possono mandare tutto all’aria.
Ma come faccio a capire se stanno arrivando?
Spesso non te ne accorgi subito, ma i denti del giudizio hanno un modo tutto loro per farsi sentire. Potresti iniziare con un fastidio in fondo alla bocca, come una specie di pressione o un dolore sordo che va e viene, la gengiva si gonfia e diventa arrossata, magari puoi avvertire una fitta quando mastichi o lavi i denti.
Capita anche di sentire una specie di tensione alla mandibola o un dolore che si “sposta”, tipo verso l’orecchio o la testa. E nei casi un po’ più complicati, può venire fuori gonfiore, alito cattivo persistente o perfino febbre.
Insomma, i segnali ci sono, anche se non sempre sono chiarissimi, quello che ti consigliamo è che se il fastidio dura più di un paio di giorni, o si ripresenta spesso, meglio farsi dare un’occhiata dal dentista. Basta una panoramica (una radiografia veloce e indolore) per capire se c’è qualcosa che sta cercando di farsi spazio… e magari lo sta facendo nel modo sbagliato.
Ma quindi: vanno tolti sempre?
No, e questa è una buona notizia. Non è detto che i denti del giudizio vadano tolti per forza. Se hanno spazio, crescono dritti, e non danno fastidio… possono tranquillamente restare lì, a fare il loro lavoro (anche se spesso lavorano poco).
È solo quando iniziano a causare problemi che si prende in considerazione l’estrazione. E per “problemi” si intende: infezioni ricorrenti, dolore, spinta sugli altri denti, rischio di carie perché sono troppo difficili da pulire, o quando stanno disturbando un trattamento ortodontico in corso o in programma.
In pratica: se sono un disturbo, si tolgono. Se sono tranquilli, li si lascia stare.
E l’estrazione? Fa così paura?
Assolutamente no, ma è normale essere un po’ in ansia all’idea. Fortunatamente, oggi l’intervento è molto più semplice e veloce rispetto al passato.
Se il dente è già spuntato, l’estrazione è meno complicata e spesso non richiede neanche punti di sutura. Se invece è incluso, si parla di chirurgia orale, ma niente panico: si fa in anestesia locale, non si sente dolore durante l’intervento, e tutto si risolve nel giro di pochi giorni.
Certo, un po’ di fastidio e gonfiore sono normali nei primi due-tre giorni, ma si gestiscono facilmente con antidolorifici e un po’ di ghiaccio. E con un po’ di pazienza, si torna a mangiare (quasi) tutto in poco tempo.
Per concludere…
I denti del giudizio possono essere del tutto innocui oppure diventare una fonte di fastidi e complicazioni. Ogni caso è diverso, ed è importante non sottovalutare i segnali che il nostro corpo ci manda.
Ricorda: un controllo, soprattutto se avverti dolore o fastidio ricorrente, è sempre la scelta migliore per prevenire problemi più seri. Una semplice radiografia può fare chiarezza sulla situazione e aiutare a decidere se intervenire o meno.
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